dreamvolution [il clone pigro di x-novo]

5 April 2007

uno stivale con il tacco rotto

Filed under: censorship,Geography,italy,politics — paolo margari @ 2:27 am


taranto, zona industriale. photo by tiziakaya
«Tra i dodici impianti italiani che producono più anidride carbonica, responsabile dell’effetto serra e dunque del surriscaldamento del Pianeta, i primi tre sono in Puglia: centrale termoelettrica Enel di Brindisi sud 15.340.000 tonnellate l’anno di CO2; Ilva di Taranto 11.070.000; centrali termoelettriche Edison di Taranto 10.000.000. Si tratta degli ultimi dati disponibili (2005), raccolti l’Eper-Ines (European Pollutant Emission Register e Inventario Nazionale delle Emissioni e Loro Sorgenti).
Si trattasse poi solo di anidride carbonica. La stessa Eper nel 2002 registrava che degli 800 grammi di diossina che finiti nell’aria europea ogni anno, 71 escono dagli impianti dell’Ilva e sono pari all’8,8% del totale europeo e al 30,6% di quello italiano. L’anno prima lo stesso organismo aveva citato in un dossier ancora l’ Ilva per il monossido di carbonio (10,2 % del totale) e l’Enipower di Brindisi (13,7 % delle emissioni di zinco)».
Leggi il reportage completo di Gigi Riva (omonimia) sull’Espresso: La Puglia dei Veleni.
Se ci sono delle cause gli effetti non si lasciano attendere, come ricorda Peacelink, rete telematica per la pace (con sede a Taranto) nel suo dossier inquinamento sulla città jonica.
«Quanto si muore di cancro a Taranto? Sul Bollettino epidemiologico della ASL TA/1 (n.1 del maggio ’97, n.2 del settembre ’99, n.3 del dicembre ’99/Gennaio 2000) si può leggere che a Taranto nel periodo 1992-96 la mortalità per cancro ha rappresentato il 25% della mortalità rispetto al totale di tutte le cause. La mortalità per cancro ai polmoni è salita al 40% (rispetto al totale delle morti per cancro), un dato superiore alla media nazionale che è del 29% (dato 1993). Mentre a livello nazionale si parla di “successi nella ricerca” e di diminuzione dell’incidenza tumorale, a Taranto invece i dati del 1971, 1981, 1991 e 1998 registrano al contrario una crescita costante e indicano che la neoplasia causa di morte più frequente nella città di Taranto è quella a carico del polmone; in costante aumento sono anche le morti per leucemie e linfomi. La mortalità per neoplasia nella città di Taranto è passata da un tasso di 124 morti per 100.000 abitanti (1971) a 244 morti per 100.000 abitanti nel 1998. Mentre nel 1971 25 abitanti su 100.000 abitanti morivano di cancro ai polmoni, nel 1998 si è passati a 52 morti di cancro per 100.000 abitanti: un aumento di oltre il 100%. Taranto si piazza fra le aree del Mezzogiorno a più alta incidenza di mortalità per cancro; per le neoplasie polmonari Taranto è ben oltre la media nazionale. La mortalità per cancro in Provincia registra invece percentuali inferiori rispetto al capoluogo. Di fronte a questi dati i casi sono due: o a Taranto non sono mai arrivati i benefici della ricerca anticancro o esiste una criminale immissione di agenti cancerogeni nell’ambiente e un’evidente impunità.
Quanti morti per amianto ci sono stati a Taranto? Vi sono stati 105 casi di mesotelioma (è il cancro causato da amianto). L’uso dell’amianto sulle navi è alla base dei decessi nell’ambito della Marina Militare (27 casi) e della cantieristica navale (25 casi). Nel settore siderurgico si sono appurati 19 decessi a causa dell’amianto». Taranto tra l’altro, nonostante il divieto imposto dal patto di non proliferazione nucleare, ha ospitato (e forse ospita ancora) navi e sottomarini americani a propulsione nucleare, dacché segue il rischio di una catastrofe definitiva per l’intera area. Sempre su Peacelink leggere Taranto e il rischio atomico

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